Autostima e depressione

Salve, sono una ragazza giovane che da diverso tempo si sente “depressa”. Non riesco a essere mai totalmente felice… Mi chiedo spesso a che servo, oppure chi mai mi prenderà, penso di non meritare molta attenzione e quando mi viene data provo del fastidio. Inoltre pretendo troppo da me stessa sia scolasticamente che fisicamente… Vorrei perdere qualche chilo, ma non ci riesco e sto male… Mi dico spesso che sono stupida o che sono inutile, insomma mi auto insulto. Da cosa deriva questo mio “odio” per me stessa?

Cristina, Monza

Cara Cristina, innanzitutto bisognerebbe capire se lei è davvero depressa dal punto di vista clinico e non solo soggettivo. Certo l’autodescrizione fa trasparire un grave problema di autostima. Prima ancora che l’odio per se stessi, mi pare che la stima di sé sia grandemente deficitaria. Lei evidentemente crede di non avere le caratteristiche giuste, sia fisiche che intellettive e caratteriali. Da qui gli sforzi più o meno inutili di uniformarsi all’ideale che pretende di essere, modello evidentemente molto lontano, almeno ai suoi occhi, da quello che è. Ne consegue che l’essere amata o accettata per quello che è le sembra una cosa impossibile. Del resto lei è la prima a non amarsi o accettarsi, per cui com’è possibile chiedere ad altri ciò che noi per primi non facciamo? Sarebbe bellissimo invece se ognuno di noi si accettasse incondizionatamente per la propria unicità ed irripetibilità, piuttosto che per delle caratteristiche più o meno modaiole come la bellezza di un certo tipo, l’intelligenza, le doti morali o quelle caratteriali. Quando amiamo o siamo amati, proviamo affetto per quella persona o anche per quell’animale pur sapendo che in una eventuale graduatoria non necessariamente si classificherebbe ai primi posti. Amiamo e siamo amati per la nostra unicità, se è vero amore. Il resto sembra avere a che fare con il supermercato dell’amore dove si scelgono peculiarità fisiche, psichiche, morali ecc. Sarebbe come fare la ricerca, magari via internet, con un’agenzia matrimoniale o per procura (sarebbe lo stesso), di un partner ideale, che verrebbe soppiantato dal primo altro uomo o donna con caratteristiche migliori. Il suo vero grosso problema, peraltro abbastanza diffuso nella popolazione, è quello di imparare ad amarsi e ad amare per quello che si è.

VERO Salute gennaio 2007
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