Infiammazione e depressione spesso sono concomitanti. Diversi studi provano che entrambe le condizioni sono compresenti contemporaneamente e che le strategie di cure ne devono tener conto. L’infiammazione agisce spesso come un killer segreto. I sistemi di risposta allo stress e quelli di risposta all’infiammazione sono rilevanti (ACTH – Interleukina 6). Si può pertanto ipotizzare di trattare la depressione anche con antinfiammatori? Certo che si. In aggiunta più sono elevate le citochine infiammatorie, più gli antidepressivi vanno incontro a resistenza. Nelle donne depresse, in gravidanza, le interleukine sono superiori che nelle pregnanti senza depressione. Oltre ad avere evidenti stati infiammatori nelle depressioni, vi è anche una correlazione tra patologia cardiovascolare e depressione. L’infiammazione inibisce chiaramente la neurogenesi del sistema libico. Il numero dei neuroni nel sistema limbico è ridotto nel corso delle depressioni. In aggiunta la forma dei neuroni è poco tonica, assomigliando per certi versi a un polpo rattrappito. Nel corso delle terapie antidepressive farmacologiche, con i sistemi di stimolazione magnetica o elettrica transcranica, ma anche con le psicoterapie efficaci si assiste all’attivazione della neurogenesi con aumento della sostanza grigia e il tono dei neuroni prende la forma di un polpo con i tentacoli ben distesi, cosa che li fa funzionare decisamente meglio. Infiammazione e depressione pertanto sono da considerarsi due target chiave per una terapia efficace. Per quanto riguarda il rapporto tra cancro e depressione, la mortalità per cancro è condizionata dalla presenza di depressione. Ad alcuni, ma non a tutti gli antidepressivi (es la sertralina) viene attribuita una generica attività antitumorale. Diversi antidepressivi sono efficaci nella depressione associata al cancro e non interferiscono con le terapie oncologiche. Un’ultima considerazione va fatta circa il rapporto tra antidepressivi e dolore. Gli antidepressivi sono da considerarsi validi rimedi anche contro il dolore, sfruttando un effetto antalgico che, secondo alcuni autori, è equivalente agli oppioidi.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here