Nel “Tango della gelosia”, Vasco Rossi cantava: – Non è la gelosia quello che sento dentro… è più una malattia che non ci riesco, che non capisco proprio –

Quali sono dunque da ritenersi le cause del “mal d’amore”? Da dove nasce la gelosia?

Studi psicologici di diversi orientamenti hanno attribuito al rapporto madre-bambino un ruolo fondamentale nella costruzione delle relazioni affettive adulte. L’attaccamento che il bambino instaura nei primi anni di vita con la figura materna comporterebbe, nella mente del piccolo, la costituzione dei MOI (Modelli Operativi Interni), ovvero di script o mappe cognitive che determinano previsioni, aspettative, reazioni compatibili con il comportamento messo in atto dalla mamma.

Tali mappe cognitive costituite nell’infanzia andrebbero a influenzare la scelta del partner, le dinamiche relazionali e amorose dell’individuo.

Bowlby (1972; 1983) aveva individuato quattro diversi stili di attaccamento madre-figlio: sicuro, insicuro/ansioso, insicuro/evitante e insicuro/disorganizzato. Senza entrare nello specifico, si potrà affermare che la persona con uno stile di attaccamento sicuro (cioè quella a cui, da bambino, la figura materna ha risposto in maniera consona e partecipe ai bisogni del figlio, fungendo per lui da “base sicura”) tenderà ad avere relazioni serene, basate sulla fiducia nei confronti del partner e non ossessive. Chi ha sperimentato una discontinuità nelle cure materne avrà, al contrario, meno fiducia nella persona amata, ricercherà continue attenzioni, conferme, sperimentando emozioni diverse quali rabbia, gelosia, ansia di separazione. Lo script di attaccamento inciderebbe, infatti, non solo nelle relazioni affettive dell’individuo, ma anche sulla sua percezione del sé e su quanto si senta degno di amore.

La gelosia dunque rappresenta la risposta di chi teme disperatamente di essere abbandonato dal partner, non essendosi mai sentito, da piccolo, realmente amato. Questa paura dell’abbandono porta l’individuo a vivere sentimenti di angoscia e sospetto che egli cerca di acquietare attraverso il possesso e il continuo controllo dell’altro. La gelosia pertanto non sarebbe altro che l’espressione di una vulnerabilità personale.

Stili di attaccamento insicuro sono a volte correlati a forme di gelosia patologica che possono portare anche a comportamenti violenti, incomprensioni, se non addirittura a omicidi. La dipendenza affettiva, in alcuni casi, potrebbe essere comparata alla dipendenza da sostanze: l’innamorato è alla continua e crescente ricerca di attenzioni e dimostrazioni d’amore da parte del partner, si fonde con la persona amata, annullando il proprio sé e provando angoscia nel momento in cui non gli sono dedicati tempo e attenzioni.

Non esiste la diagnosi di “dipendenza affettiva”, ma molteplici studi psicologici confermano che il “mal d’amore” ha origini legate all’infanzia e al rapporto con le figure genitoriali, piuttosto che alle dinamiche di coppia, vissute nel presente o al comportamento inadeguato del partner.

Tratto da: Giornale di psicologia contemporanea n.234

Photo credit: zabaraorg via Source / CC BY

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