Archivi

Aiutare un’amica a superare un grave lutto

Una mia carissima amica ha da poco perso il papà e sembra non riuscire a riprendersi da questo. So che un lutto è un avvenimento molto pesante, ma lei mangia pochissimo, piange in continuazione, sembra lontana dal mondo… Come posso aiutarla? Quali metodi si usano per riprendersi dopo un lutto così grave?

Poglianna, Mantova

Il lutto, gentile lettrice, è un evento naturale e come tale va considerato. Ad ognuno di noi tocca avere un certo numero di lutti nel corso della vita, salvo morire troppo presto. Il lutto può mimare a tutti gli effetti i principali sintomi della depressione e può in effetti complicarsi con un episodio depressivo. Ci sono dei criteri temporali minimi di sei mesi – un anno prima di parlare di depressione. Nel caso del lutto le tematiche depressive riguardano la persona deceduta ed il vuoto affettivo che lascia. Nel corso di un episodio depressivo le tematiche di colpa e angoscianti riguardano se stessi. Il lutto, abitualmente, viene elaborato introiettando in sé le parti buone della persona che non c’è più. La separazione che ne deriva può essere occasione di maturazione e di crescita. Chi vuol aiutare una persona in lutto può far sentire la propria presenza sul piano affettivo e la propria disponibilità, nonché porsi in una posizione di ascolto attivo. In caso di complicazione del lutto è meglio far intervenire uno psichiatra/psicoterapeuta.

VERO Salute marzo 2010

Anoressia a 14 anni? Una mamma preoccupata

Michele, mio figlio, ha 14 anni. Da qualche mese fa molte storie con il cibo. Non vuole mangiare e devo insistere perché mandi giù qualcosa. Diventa sempre più magro e io mi sto davvero preoccupando. Potrebbe essere anoressia? Cosa devo fare?

Carla, Udine

Gentile sig.ra Carla, prima di parlare di anoressia sarebbe meglio appurare che non ci siano altre ragioni di tipo organico a spiegazione della difficoltà di alimentarsi di suo figlio. Le manifestazioni essenziali dell’Anoressia Nervosa secondo il DSM IV, manuale psichiatrico universalmente utilizzato a livello internazionale sono: “rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra del peso minimo normale, intenso timore di acquistare peso, presenza di una alterazione dell’immagine corporea per ciò che riguarda forma e dimensioni corporee. Inoltre nel sesso femminile, in epoca post-puberale, vi è amenorrea”. In realtà non si tratta di una perdita dell’appetito, ma di un complesso meccanismo psichico distorto. Vi è ai nostri tempi una vera e propria esplosione di casi che coinvolge anche il genere maschile, mentre un tempo si trattava di un disturbo tipicamente femminile. Per quanto riguarda suo figlio lo farei visitare da uno specialista di sua fiducia per una diagnosi e conseguente terapia corretta.

Cordialmente.

VERO Salute marzo 2010

Anoressia, qual è la causa?

L’anoressia è una malattia psichiatrica? Qual è la causa?

Milan, Napoli

L’anoressia è un disturbo psichiatrico, più comune e grave di quanto si creda. Un tempo era appannaggio esclusivo delle giovani adolescenti. Ora è diventata molto comune anche nei maschi. A volte si può considerare un estremo “sciopero della fame” che, portato alle massime conseguenze può determinare anche la morte, come testimoniano anche alcuni fatti di cronaca riguardanti personaggi famosi e non. Tra le modelle si riscontra con alta frequenza, al punto che si può parlare di una vera e propria epidemia. Qualcuno inizia a rendersi conto e a intraprendere, per ora, timidi provvedimenti. Tra adolescenti e giovani non è infrequente trovare emuli delle sopracitate modelle. Lo stereotipo per considerarsi belle e desiderabili obbligherebbe tutte ad essere alte e magre, ove per magre s’intende essere decisamente sotto peso, pallide ed emaciate. Un metodo valido per calcolare un corretto rapporto tra peso ed altezza consiste nel calcolare la Body Mass Index (BMI), ossia il rapporto tra il peso in chilogrammi e il quadrato dell’altezza espressa in metri. Il limite minimo di BMI considerato per parlare di anoressia deve risultare inferiore o uguale a 17,5 Kg/m². Non esiste una causa unica dell’anoressia, caso mai esistono più fattori che possono concorrere alla sua insorgenza. Ricordiamo tra questi la familiarità ivi comprese modalità comunicative patogene, disturbi sessuali e affettivi sottostanti, bassa autostima, immaturità e disturbi relazionali.

VERO Salute maggio 2010

Ansia e depressione conclamati o no?

Buon giorno! Mi chiamo Anita, ho 43 anni e ho un problema da quasi 4 anni circa, in seguito alla perdita di lavoro. Sono molto triste, non riesco più a sorridere. A volte succede che se mi trovo sola in casa alla sera e ho quasi paura di non riuscire più a respirare. Mi si blocca l’aria, non posso dormire e sono molto triste. Di che cosa si tratta? Premetto che sono una che non va quasi dal dottore. Potrebbe gentilmente aiutarmi a superare questa fase senza ammalarmi della depressione? In attesa di una sua gentile risposta, porgo distinti saluti.

Anita, San Marino

Gentile signora Anita, i sintomi da lei lamentati sembrano rappresentare una fase già avanzata di una condizione mista, sia ansiosa che depressiva. Occorrerebbe avere altre informazioni per poter fare con certezza diagnosi di depressione. Ad esempio sarebbe importante sapere se il suo sonno è disturbato e così pure la sua alimentazione o il livello di attività e di energia che sente di avere. Tipicamente nei depressi il risveglio e l’inizio della giornata rappresentano i momenti peggiori. In genere si ha un senso di inutilità e di fallimento sul piano personale. Si vede tutto a tinte fosche e dal futuro non ci si aspetta nulla di buono. La tristezza è l’emozione dominante, in genere accompagnata da ansia ma può anche senza, dura per la maggior parte della giornata e per almeno un paio di settimane di seguito. Si perde il gusto e il piacere di vivere, quando non si arriva a desiderare la morte o addirittura a mettere in atto comportamenti per causarla. Il quadro descritto non è completo, ma serve a farle capire che per fare diagnosi di depressione occorre che ci siano molti più sintomi e segni di quelli da lei descritti. Per far si che questo non si verifichi, se non si è già verificato, pratichi un’attività fisica regolarmente (es. ½ ora al giorno di camminata a passo veloce o corsa), ascolti musica, veda amici, familiari ed altri con cui scambiare calore umano. Goda dei piaceri della vita, ivi compresi quelli sessuali e si concentri sulle cose importanti. Cerchi rimedio alla perdita del lavoro e si sforzi di mantenere sempre viva la speranza di un futuro migliore. Se invece il quadro clinico è già conclamato, non perda ulteriore tempo prezioso e inizi a curarsi con l’aiuto di uno specialista di sua fiducia.

VERO Salute agosto 2009

Ansia e medicine possono compromettere la procreazione?

Sono un uomo caratterialmente ansioso e introverso di 38 anni, con un problema di risvegli notturni improvvisi e difficoltà a riaddormentarmi. Mi sono rivolto allo psichiatra dell’ASL che al primo consulto mi ha prescritto una cura con Entact 1/2 cpr da 10mg e dopo una settimana 1 cpr da 10mg + 1cpr di melatonina gold prima di dormire. Vorrei chiederle se mentre sono in cura farmacologica posso tentare di avere un figlio sano. Ringraziandola anticipatamente, cordiali saluti.

Graziano, Lecce

Gentile lettore, se la sua domanda ha a che fare con la possibilità che i farmaci che prende possano influenzare il feto, questo potrebbe essere, anche se solo in minima parte vero, se fosse lei la gravida. Evidentemente la sua domanda ha invece a che fare con il suo essere ansioso e depresso. Anche in questo caso il figlio potrebbe essere sano. Certamente occorre augurarsi che lei nel frattempo si curi bene e l’eventuale figlio possa nascere e crescere in un ambiente sereno e amorevole. In questo senso sarebbe meglio aspettare che le cure facciano il loro corso per poi decidere di metter al mondo il figlio.

VERO Salute giugno 2009

348FanMi piace
css.php